I Domo Emigrantes e la Pizzica 

Pizzica e Domo Emigrantes o Domo Emigrantes e pizzica??? I Domo Emigrantes nascono come gruppo di musica salentina, come gruppo di musica siciliana, come gruppo di musica del Sud Italia ma con una forte consapevolezza di ciò che “faranno da grandi”. La caratterizzazione iniziale dell’ ensemble deriva dai brani appartenenti al primissimo repertorio, proposto a partire dal 2009, anno in cui prende vita il progetto. La pizzica ricopre sin da subito un ruolo fondamentale nel linguaggio musicale dei giovani artisti anche se non è la sola componente. Una pizzica apre addirittura il loro primo album (Domo Emigrantes – Musica Etnica Popolare) con il brano Pizzica di San Vito [ascoltala su Soundcloud], tipica “taranta d’acqua” di San Vito dei Normanni.

Il focalizzarsi da parte dei Domo Emigrantes su due regioni in particolare come la Puglia e la Sicilia è derivato dalle origini vere dei due fondatori del gruppo, Stefano Torre e Filippo Renna. Quando parliamo di origini “vere” ci riferiamo a quanto una terra, le sue usanze, le tradizioni musicali e culinarie scatenano, dando origine a qualcosa di carnale, di venereo, in colui che vive e assorbe tutto ciò che un popolo offre. Questo perché in realtà Stefano, nato a Lodi, e Filippo, nato a Venezia sono cresciuti sotto l’influsso della cultura del Sud Italia, soprattutto della Sicilia il primo e del Salento il secondo. È proprio Filippo Renna infatti, emigrato giovanissimo da Veglie, un paesino della provincia di Lecce, a portare la “sua” pizzica all’ interno del neo-formato gruppo: una pizzica genuina e non filtrata; una pizzica che lo ha saputo affascinare e conquistare sin da piccolo per il suo ritmo incalzante e frenetico. <<La pizzica è sangue, non si impara, la si vive e nasce dentro>>. Presentatagli dallo zio, appresa dagli anziani ma anche da musicisti più giovani che, soprattutto durante gli anni novanta, sono stati “investiti” dal primo vero “boom” della pizzica (una pizzica che, per certi aspetti, era ancora preservata da ciò che si sarebbe poi manifestato negli anni successivi).                                                                                                                                                                                           

Con il “rinascimento della pizzica” si è assistito ad uno dei fenomeni musicali più sorprendenti, clamorosi e discussi degli ultimi anni frutto, senza dubbio, del lavoro di ricerca di personaggi ai quali il patrimonio musicale salentino,e la Pizzica pizzica conosciuta dai più, deve molto. Grazie al continuo recupero e riproposizione dei tradizionali canti di lavoro, eseguiti “alla stisa”, così come la pizzica “a ddoi” dove le voci inseguono il solo ripetersi ciclico della terzina sul tamburello, e dei famosi stornelli, i brani restituiti alla tradizione della musica popolare più in generale sono numerosissimi.

“Sale … ulia mangiare pè cent’anni sale! Pè nna donna ca me tisse su ddissapitu”. Iniziavano così i primi concerti dei Domo Emigrantes, con una pizzica che rendeva omaggio a Pino Zimba, uno tra i più importanti artisti del panorama tradizionale salentino. All’interno del repertorio musicale “pugliese” del gruppo, proveniente dall’alto e basso Salento, non c’era però soltanto la pizzica (che trascinava i primi seguaci del gruppo, amanti della danza, la “Pizzica pizzica” ) ma anche brani come Fior di Tutti i Fiori, esempio dei tipici stornelli salentini, Fimmene Fimmene, un classico e meraviglioso canto di lavoro, ecc.

La ventata di Salento è presente anche nel secondo album Kolymbetra; una ventata fresca non fosse altro perché tutto il gruppo, vale a dire l’intera formazione, la pizzica l’ha vissuta e conosciuta più da vicino.

In occasione delle riprese del video per il brano Leucade [ vedi il video], nell’agosto del 2014 Filippo, Stefano, Salam, Lello e Donato hanno vissuto un’indimenticabile e profonda esperienza in giro per la splendida provincia di Lecce. Un’esperienza che è servita a consolidare l’affiatamento della band e il legame, già forte, tra la natura artistica dei singoli e la terra stessa che li ha accolti. Durante il tour non sono mancate infatti le situazioni col vero sapore della pizzica: le diverse tappe che introducono il più grande Festival di pizzica, “La Notte della Taranta” a Melpignano, la festa di San Rocco a Ruffano con il tradizionale raduno dei tamburellisti nella piccola frazione di Torrepaduli; tutte occasioni che hanno reso possibile il maturare di un’idea di pizzica ben precisa, condivisa dal gruppo, che ha contribuito peraltro all’idea artistica del video – documentario dell’unica pizzica fra i 12 brani di Kolymbetra, la Pizzica di Torchiarolo  che rispecchia l’idea di contaminazione musicale insita nella concezione di World music dei Domo Emigrantes.

L’idea di pizzica prima citata, un’idea precisa, con delle basi motivate da un forte senso di appartenenza, nel contesto di questo articolo può essere soltanto accennata . Questo perché, concedeteci un’anteprima, tra i programmi futuri dei Domo Emigrantes c’è proprio una sorta di spiegazione tra le righe, ovviamente in termini musicali, della propria concezione attuale di pizzica. Pizzica intesa come Taranta e come Pizzica pizzica, che si racconta attraverso se stessa. 

guardare_OLTRE

Concludiamo questa breve descrizione dell’influenza che hanno avuto la pizzica (e la musica popolare salentina) sui Domo Emigrantes invitandovi all’ascolto di Cesarina, altro brano contenuto in Kolymbetra, preso in prestito dal patrimonio musicale della tradizione leccese.

Pizzica di Torchiarolo

Pizzica & Domo Emigrantes: Pizzica di Torchiarolo. Benvenuti su domoemigrantes.com

CHI SIAMO